L'ARTE DELLE
EMOZIONI
VERE!
ALESSANDROADAMI
ESCLUSIVO
LA MODERNA ARTE DEL MATRIMONIO
Tuscany 2024
by Alessandro Adami
Lake of Como 2025
Là dove i ritmi del Ghana si intrecciano con la quiete del Lago di Como, un matrimonio diventa poesia in movimento.
Cit. A.A
EDITOR'S LETTER
IL RAGAZZO SENZA STRADA CHE HA IMPARATO A
VEDERE IL MONDO E A FOTOGRAFARE L'ANIMA
C' è chi nasce con un piano e chi, come Alessandro, nasce con una valigia invisibile pronta a riempirsi di tentativi, sogni e chilometri.
Verona, 1996. Una casa piena di voci, tre fratelli, i conti che a volte non tornavano e quell’istinto testardo di non voler essere un peso per nessuno.
La scuola? Nessun percorso brillante da esibire. Troppa nebbia in testa per scegliere, troppa fame di mondo per restare fermo.
Tra i 18 e i 24 anni, la sua vita è stata un carosello di lavori. Più di trenta, uno dopo l’altro. Barista, magazziniere, cameriere, qualsiasi cosa arrivasse.
L’Italia però gli stava stretta. Così è partito. Spagna, Irlanda, poi il Nord Africa, con lo zaino e un consiglio che sembrava un proverbio da bar ma si è rivelato bussola vera:
Se ti senti perso, viaggia. Il mondo ti rimetterà in ordine.
E poi c’è il capitolo che nessuno mette volentieri in vetrina. Tra tutti quei lavori cambiati, valigie fatte e rifatte, lingue nuove e città straniere, Alessandro non stava solo cercando un futuro. Stava tentando di non perdersi. Perché il mondo può aprirti, ma certe volte ti pesa addosso come un cielo basso. C’è stato un periodo in cui tutto sembrava scivolare. L’identità confusa, la bussola rotta, i giorni che non avevano colore. Un crollo emotivo, silenzioso e feroce, che somigliava a una porta chiusa senza chiave. E proprio mentre l’equilibrio vacillava, sono arrivate le perdite. I nonni, colonne della memoria, se ne sono andati. Il dolore non bussò, entrò. La depressione si sedette accanto, ostinata. Ma c’è un gesto che cambia tutto: rialzarsi anche quando le gambe tremano.
Alessandro non ha trovato una soluzione magica, non ha vinto una battaglia in un giorno. Ha continuato. Un passo stanco, poi un altro.
Ha chiesto aiuto, ha guardato in faccia il buio e ha deciso che sarebbe stato lui a definire la sua storia.
Oggi, ogni fotografia che scatta porta un piccolo segreto: è fatta anche di tutte quelle notti che sembravano senza uscita. È luce nata dal buio.
Mamma, Papà , Claudia, Albena, Mattia, Francesco, Leonardo, Davide, Alessandra, Cristiana, Tiziana. Nomi come pietre miliari lungo il percorso.
Persone che non gli hanno insegnato a fotografare o come è il mondo nei matrimoni, ma a guardare, a rallentare e a capire il quadro generale delle cose.
Fotografia per lui non è moda, è missione. Rendere felici le persone. Catturare l’emozione prima che scappi. Fare in modo che un sorriso,
un abbraccio, un tremito di voce restino lì, immobili e vivi.
Il talento da solo però non basta mai. Servono errori, studio, lavoro a orari impossibili e dubbi che mordono.
Alessandro li ha affrontati tutti. Ha lavorato con fotografi che hanno conosciuto le pagine di Vogue e scene di lusso dove ogni dettaglio pesa.
Ha capito come muoversi tanto nei saloni scintillanti quanto nei cortili pieni di tradizione.
In meno di due anni ha fotografato matrimoni da sogno, di quelli che molti inseguono per una carriera intera.
A volte ancora si chiede se sia stato troppo veloce. Se correre così abbia un prezzo. Domanda legittima, nessuna risposta definitiva.
Eppure una cosa è certa: quel ragazzo che non sapeva cosa diventare è diventato qualcosa.
Oggi è un photoreporter di matrimoni, sì, ma anche un narratore di anime, un viaggiatore che ha imparato che la strada giusta non si trova. Si crea.
E la sua è appena iniziata.